12/03/2012
SNACK BAR BUDAPEST
Una città di mare senza nome (la sua targa automobilistica è TB, le iniziali del regista). L’ex Avvocato 50enne (Giancarlo Giannini), legale sbandato e corrotto, da tempo radiato dall’albo, mentre accompagna la sua ragazza Milena (Raffaella Baracchi) ad abortire, ed essere stato con una prostituta che ha la civetteria d’usare profilattici blu, si lascia conquistare dai modi sofisticati e dalla parlantina del poco affidabile e giovanissimo gangster, tale Molecola (Francois Negret), il quale alla testa d’una banda di picchiatori e di allegre baldracche lo vuole con sé per realizzare un sogno faraonico: trasformare la città in un immenso luna-park dove trionfino il sangue e il sesso.
Dapprima lo stanco azzeccagarbugli partecipa con trasporto alle violente e pazze imprese della banda, poi ci ripensa quando il balordo ordina ai suoi scagnozzi di radere al suolo un localaccio, lo Snack Bar Budapest, gestito proprio da una strana coppia da lui difesa anni prima in tribunale.
Cercando di proteggere i malcapitati, uccide uno dei teppisti e la gang gli si rivolta contro.
Tratto dall’omonimo romanzo di Marco Lodoli e Silvia Bre, “Snack bar Budapest” è un ambizioso, noioso (anche se condito di nudità e sparatorie non trasmette alcuna emozione) e un tantino insulso melodramma grottesco che segna per Tinto Brass una sorta di svolta.
Finge di puntare al poliziesco, ma tradisce più volte la vocazione per il porno, sia pure soft, con la presenza di didietro femminili ( e altro) a tutta randa, spogliando e rispogliando le sue belle.
Tra queste si nota, non certo per il talento, la bionda Raffaella Baracchi, ormai dimenticatissima ex Miss Italia.
Come abbiamo suddetto, pur non abbandonando del tutto il suo cinema erotico,il regista veneziano con questa pellicola cerca derive diverse, innanzitutto nella costruzione dell’immagine. Il tributo ai fumetti hard-boiled americani e all’opera di Milo Manara è chiaro sin dalle prime scene: la misteriosa città che fa da sfondo alle vicende è immersa in un’atmosfera noir dove i toni prevalenti del blu elettrico e il buio dello sfondo, appiattiscono le immagini rendendo il tutto davvero simile alla vignetta di un fumetto.
Ma la ricerca iconografica non basta per fare di questo film, una pellicola che convinca in ogni suo aspetto. Se infatti lo sforzo di dare un’impatto forte allo spettatore con un’impianto visivo ben preciso (quasi radicale nel suo cambiamento) è certamente da premiare, Brass non riesce a trovare una compattezza narrativa, soprattutto per quanto riguarda la costruzione dei personaggi, che apparendo decisamente monodimensionali, rendono fasulli i loro cambiamenti.
Nemmeno un’attore come Giancarlo Giannini riesce a sollevarsi da un personaggio che ha poco da dirci, così come Francois Negret non risulta credibile nel ruolo del casereccio gangster adolescente. Nel cast anche la (futura) pornostar Valentine Demy.
Ultima considerazione: le donne avevano ancora il pelo.
19:25 Scritto da: solofilm in erotico | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tinto brass, giancarlo giannini | OKNOtizie |
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LA BONNE
Vicenza 1956. Impegnato tra lo studio e la politica, l'avvocato e consigliere comunale, appartenente al gruppo comunista, Giacomo passa lunghe ore in consiglio comunale e trascura la bella e naturalmente insoddisfatta moglie Anna (Florence Guérin) cui pesa la mancanza dei figli.
Inoltre in casa la suocera, vecchia, ammalata e lamentosa, le impone una assistenza incessante.
Quand'ecco che in casa la noia assoluta viene rotta dall'arrivo della bionda ed esuberante domestica Angela (Katrine Michelsen), che proviene dalla provincia.
L'umore della malinconica signora migliora di colpa fino a diventare complice della disinvolta servetta: le copre i furtarelli in cucina, la spia negli incontri (ravvicinati) con un soldatino voglioso che si è portato in casa, fino a cadere tra le sue braccia, esplorando piano piano intimità personali prima ignote o mai tentate
E' più un gioco che vera passione. Un gioco che le porta anche a frequentare insieme una balera, in cerca di uomini.
Durante un eccitante gioco a moscacieca tra le due, la madre di Giacomo, incuriosita dalle grida e dal fracasso di vasi infranti, si leva dal letto, cade e muore, urtata da una porta che Anna ha aperto bruscamente.
Dopo di che, avvinte le due donne dalla omertà del silenzio, la perversa ragazza porta in casa un maturo e vizioso farmacista, che già per strada, fermando la propria macchina, ha prima avvicinato e poi posseduto Anna.
Costui rivolgerà le sue calorose attenzioni ad ambedue le donne, le quali assisteranno alle rispettive prestazioni.
Resteranno incinte dello stesso uomo, ma la gravidanza di Angela, la colf piena di iniziativa e poi vittima del suo stesso gioco e licenziata in tronco, dovrà concludersi altrove: la signora resta in casa propria (finalmente rimessa a nuovo dopo il decesso della suocera) e Giacomo penserà tutto contento di essere lui il padre del nascituro.
Insomma gioia per una, tragedia per l'altra.
Storie di ordinaria, profonda provincia italiana.
LA BONNE è una morbosa e patinata commedia del regista Salvatore Samperi, voyeur in versione lesbo, nel periodo di effimera fioritura del softcore all'italiana.
Bisogna riconoscere che il buon Samperi ha comunque la mano felice nella descizione della provincia (in questo caso bianca) bigotta, pur cadendo nella stantia e ridicola critica antiborghese, coadiuvato dalle grazie delle due seducenti protagoniste (chissà perchè tutte e due straniere) che sono alquanto inespressive.
Dal collo in su, chiaramente.
19:23 Scritto da: solofilm in erotico | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: florence guérin, florence guèrin nuda, salvatore samperi | OKNOtizie |
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MONELLA
Padania, fine anni cinquanta. Con la gonna svolazzante va su e giù con la bici la sorridente e poco vestita Lola (Anna Ammirati), autentica bomba sexy in miniatura, fidanzata col gelosissimo fornaio Masetto (Mario Parodi), che ha deciso di "rispettarla", portando la ragazza vergine al matrimonio.
I due ragazzi hanno già deciso per le nozze ma la Monella non sta più nella pelle, resa smaniosa e sfrontata dalla insoddisfazione sessuale, non vedendo l'ora di fare l'amore.
Tra schermaglie e battibecchi amorosi tra i due giovani amanti, compare sullo sfondo una perversa attrazione di Lola verso il seducente ed adulto André (Patrick Mower), amante della prosperosa madre Zaira (Serena Grandi).
Un titolo antiquato e divertente, Monella. Il regista Tinto Brass apre (e chiude) come allusivo direttore di una banda di paese e come voce d'un maturo erotomane, doppiando in italiano l'erotomane Andrè interpretato da Patrick Mower, un film che, rispetto alla media, viaggia limitrofo (senza mai varcarlo) il tema dell'infedeltà.
Una debuttante, Anna Ammirati, che mostra pelo in quantità industriale, molto ben fatta dalla gola all'inguine (invece la faccia è vivace ma comune, le gambe non sono belle, la statura è poca).
Anche in questo film lo stinto regista veneziano mette in scena la sua passione vera per il sedere femminile, sommando piacere e lavoro.
Per resto tutto abbastanza già visto, il regista rimane fedele alle proprie ossessioni, raccontando eros e desiderio con notevole anticonformismo rispetto ai narratori di amorucci melensi, andando controcorrente scegliendo protagoniste gaie e carnali. Bisogna dire che invecchiando i suoi film si sono sempre più concentrati sull'essenziale, corpo ed eros.
In Monella, il ritratto d'una bella ragazza padana anni cinquanta, sensuale, colma di gioia di vivere, esibizionista, diventa uno stereotipo e un pretesto per la contemplazione del sedere e dei genitali di Anna Ammirati, e del sedere di sua mamma Serena Grandi in bianco e nero nelle fotografie del passato.
Semplici fiabe eccitanti per adulti, le piccole avventure della protagonista che servono a mostrarne il sedere (ciclistico, rurale, subacqueo) e il resto, le provocazioni esercitate verso il compagno della madre, le gambe sempre aperte.
Con l'aggiunta di un pissing non simulato.
Probabilmente è il punto più basso della carriera del regista, continuamente alla ricerca di un erotismo patinato nelle intenzioni ma in sostanza totalmente plastificato e fintamente provocatorio. In questo film (segnato tra l'altro da una protagonista assolutamente non adatta allo scopo) tutto appare artefatto e la componente erotica pseudotrasgressiva non colpisce nel segno.
Gli attori sono latitanti, non ce n'é uno che sappia recitare o che almeno reciti.
Triste.
19:18 Scritto da: solofilm in erotico | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: serena grandi, serena grandi nuda, serena grandi tette, anna ammirati, tinto brass | OKNOtizie |
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