29/01/2011

X- Files: Voglio crederci

x-files voglio crederci.jpgSomerset (West Virginia). In seguito alla scomparsa, rapita da chissachì, dell'agente federale Monica Bonnan il sensitivo Joe Crissman (Billy Connolly), prete spretato e pedofilo confesso, si presenta all'FBI con delle strane visioni che si collegano al suo rapimento.

L'agenzia investigativa, intenzionata a risolvere il caso e ritrovare la collega, decide di chiedere aiuto a Fox Mulder (David Duchovny), l'unico in grado di verificare l'autenticità della testimonianza dell'uomo.
Dana Scully (Gillian Anderson) viene incaricata di stanare l'ex compagno - che vive isolato in una casa in mezzo al nulla - e convincerlo a unirsi alle ricerche.

Se Mulder dovesse decidere di contribuire con le sue intuizioni, tutte le accuse nei suoi confronti verrebbero fatte cadere. Tuttavia, nei sei anni che sono passati dall'ultimo caso di "straordinaria quotidianità", Scully ha preso le distanze dal bureau perché stanca di inseguire mostri nelle tenebre e preferisce impegnarsi a trovare soluzioni e terapie a mostruose malattie nell'ospedale cattolico dove opera, mentre Mulder continua a essere ossessionato dal rapimento (extra-terrestre) della sorella.

E malgrado il sensitivo scovi sotto la neve un braccio umano (maschile) la dottoressa Dana sibila: che imbroglione.

Fox Mulder invece gli crede e guidati dalla 007 Dakota Whitney (Amanda Peet) e seguendo le dritte del veggente si mettono in caccia.


Giallo fantascientifico alquanto inverosimile, ispirato, come si capisce chiaramente dal titolo all'omonimo telefilm e, come quello, destinato agli amanti del soprannaturale, con le deviazioni della scienza che si intrecciano al paranormale, con tra le righe i riferimenti religiosi che del serial erano uno dei motivi ricorrenti.
Smessi gli effetti speciali e la spettacolarità dell'esordio in lungo e dimenticata la cospirazione aliena, il nuovo spin-off della serie televisiva sci-fi più popolare di tutti i tempi si concentra sull'animo umano - i dubbi, i conflitti, il lato oscuro - e sul bisogno di credere e non arrendersi mai per arrivare alla verità.

Il creatore e regista televisivo della serie, Chris Carter, sfrutta il paesaggio innevato del Canada, dove sono state girate le prime cinque stagioni del telefilm, per ambientare l'ultima puntata del serial e chiudere definitivamente il cerchio.
E se risulta molto bella l'ambientazione e la fotografia dei monti innevati, la storia è alquanto insulsa e alcuni passaggi sono indisponenti per superficialità (Scully medico chirurgo tuttologo, i russi che fanno operazioni fantascientifiche in una baracca).

La psicologia dei protagonisti è rimasta intatta e la sintonia tra David Duchovny e Gillian Anderson, che è più attrante ora che 15 anni fa, è tangibile e assolutamente non scontata considerato il tempo che è passato dall'ultima "incarnazione" negli agenti Mulder e Scully, che sembrano essere stati (ri)posti in una sorta di camera criogenetica uscendo di fatto plastificati ed indenni (s'intende su un piano meramente d'immagine) dal sopravanzare del tempo.

Non così, invece, per un plot che è rimasto blandamente ancorato ai vecchi racconti seriali di una fiction che ha fatto storia e che meglio sarebbe stato, per la "Generazione X-files", ricordarla com'era...

 

 

18/12/2010

Solaris

solaris.jpgUsa. Stanno accadendo cose inspiegabili e ho bisogno che tu venga sulla stazione Prometeo, mormora via video dalle galassie il preoccupato dottor Gibarian allo psicologo Chris Kelvin (George Clooney).

Oplà, un balzo in alto con la tuta da astronauta e il soccorritore si trova sulla stazione spaziale suddetta orbitante intorno a Solaris.
Ma nell'avanposto tra le stelle, con due scienziati sopravvissuti a delle morti violente, scopre che il supplicante si è ucciso,come del resto, molto tempo prima, l'amata moglie Rheya (Natascha McElhone), del cui suicidio egli continua a sentirsi responsabile.
Mentre inizia ad indagare sugli strani comportamenti degli scienziati sopravvissuti, cade anch'egli vittima dell'influenza esercitata dal pianeta misterioso che ha il potere di materializzare i ricordi. Così, si ritrova accanto, nel letto, la sempre rimpianta moglie.


In un primo momento, Calvin prova a disfarsi della donna, ma poi l'accetta e la vuole tenere con sé. Continui flashback ricostruiscono l'amore fra i due, in un montaggio alternato fra la storia del passato sulla terra e quella del presente nello spazio.

Ma quale tremendo segreto è racchiuso attorno al misterioso pianeta che ha la forza di materializzare l'inconscio degli umani? Boh!!!!

Farragginoso dramma di fantascienza avvolto nelle pseudofilosofiche, rifacimento dell'omonimo film del russo Andrei Tarkovskij di trent'anni prima, realizzata da Steven Soderbergh allontanandosi dal modello originale che viene assunto solo come spunto iniziale
L'interrogativo di fondo che accompagna il film è se sia possibile ritoccare ciò che è già avvenuto, oppure se siamo condannati a ripetere, con le stesse persone, sempre i medesimi errori.
La risposta è nel filone della fantascienza che discende da "2001: Odissea nello spazio", a cui Solaris rende omaggio anche visivo, fin dalle sequenze dell'avvicinamento della navicella di Klein alla stazione spaziale.
Per la costruzione di Prometeo lo scenografo Philip Messina si è invece ispirato a una vera stazione spaziale in orbita intorno alla Terra, esaltando luci fredde e toni spettrali.


Con l'intrusione di un paio di nudi (non full frontal, quindi purtroppo, almeno per gli amanti del genere, soltanto di schiena) di George Clooney, rapidi lo spazio di pochi secondi ma preziosissimi per il tam tam.
La sceneggiatura però si rivela un po' troppo cerebrale finendo per annoiare lo spettatore nonostante il contesto molto curato, ma freddo come gli spazi siderali, e le buone interpretazioni degli attori.

09/11/2010

Il mondo dei replicanti

il mondo dei replicanti.jpg2054, Boston. L'agente Greer (Bruce Willis) e l'agente Peters ((Radha Mitchell) sono chiamati a investigare sull'uccisione del figlio del dottor Lionel Canter. In realtà nessuno dei tre è umano. Né Greer, né la sua collega né tantomeno il figlio di Canter.

 

Costui è l'inventore dei ‘Surrogati', simulacri robotici, sempre giovani e in forma, che assumono l'aspetto che ogni umano desidera e a cui, connessi neuralmente al proprietario, gli umani hanno lasciato il vivere ed interagire quotidiano, lasciando il proprio ‘originale' in carne ed ossa chiuso al sicuro nella propria casa.

Nella nuova società perfetta tutto sembra funzionare in modo ottimale. Sono sparite la bruttezza e la vecchiaia (riservate agli umani sdraiati sulle poltrone dei loro appartamenti, quasi agli arresti domiciliari) e soprattutto è stata cancellata ogni forma di crimine. I replicanti lavorano, amano, fanno sesso e addirittura si drogano (ma con l'elettricità!) per conto dei loro proprietari umani.

 

Fino a quando non spunta qualcosa di molto strano e pericoloso per loro: sembra esserci un'arma che, uccidendo il simulacro di cavi e acciaio, frigge anche il cervello dell'umano a lui collegato. Faccia da duro e sguardo malinconico, anche l'agente Greer ha abdicato alla vita vera e ha il suo bravo avatar telecomandato (un Willis con uno spiazzante parrucchino biondo platino, mentre il vero Greer è pelato e chiuso in casa a fare con i conti con un brutto trauma).

 

Tutto si complicherà quando il simulacro dell'agente verrà ucciso: solo allora il poliziotto "duro a morire", deciso a vederci chiaro, dovrà rompere il suo isolamento e tornare a vivere in carne ed ossa nel mondo reale.

 

Quale verità si nasconde dietro la morte dei surrogati?

 

Un bel thriller fantascientifico, e a sfondo sociopolitico, diretto da Jonathan Mostow e ispirato alla graphic novel "Surrogates" di Robert Venditti e Brett Weldele. Sviluppando, dall'acuto spunto, due percorsi che procedono narrativamente in modo fluido riesce a tenere viva l'attenzione sia di chi ama il thriller ambientato nel prossimo futuro sia di chi non disdegna riflessioni sociopolitiche. Perché per un verso abbiamo l'ormai ‘solito' Bruce Willis (questa volta mal rasato, grasso e sciatto come ogni abitante di Boston, che invecchia sedentario), poliziotto pronto ad andare oltre le regole pur di raggiungere l'obiettivo, di cui seguire l'azione (in coppia con una donna questa volta). Dall'altro però possiamo seguire un'azione (che può far riflettere) che si dipana all'interno di un interrogativo che, come sempre accade quando la fantascienza è di qualità, non è poi così distante dalla tematiche della realtà sociopolitica attuale.

 

Cosa insegna? Che la vita va vissuta fino in fondo.